Alla fine di tutto saremo «migliori» o «peggiori»? Più consapevoli o più temerari?
Ripensiamo a quello che è successo, ma ripensiamo soprattutto all’ idea stessa di noi: dove si dirige la nuova volontà generale? Verso l'appropriazione di una dimensione condivisa e consapevole volta al bene comune, oppure  verso la pretesa illusoria di salvarsi chiudendosi in un perimetro sempre più autoreferenziale, asfittico e individuale?
Siamo davvero all'inizio del fiorire di una nuova società oppure, come diceva Eliot, «il mondo finisce così: non con il rumore di un’esplosione, ma con un fastidioso piagnisteo?»

Beh, dipende solamente da noi. Ripensiamoci. 

la mostra sarà in concomitanza con il festival della TV e dei nuovi media

#ripensiamoci